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"Collaborare con le popolazioni povere e bisognose per favorire il loro progresso sociale e culturale."
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nepi presepeQuando l’amore nasce dall’amore

Il clima è freddo a Nepi, l’aria frizzante e il vento che soffia pizzicano le guance rendendole ancora più rosse. Lungo la strada principale c’è il passeggio, e li si snoda un lungo serpente di persone, si muovono goffe ed un po’ impacciate. Ondeggiano. A prima vista sembrano una fila di pinguini, infagottate come sono nei cappotti, riparate dalle sciarpe e con le mani piene di borse da cui escono fiocchi che ornano i pacchi regalo appena acquistati. E’ quasi Natale e le strade scintillano di luci, di lontano rimbalzano le note di una zampogna. L’atmosfera è dolce ma frenetica, bisogna sbrigarsi, comprare gli ultimi regali, finire tutti i giri per allestire le tavolate ricche e un pò barocche, cariche di campanelline ed angioletti segnaposto, che il nostro Natale consumistico impone. Un bimbo tira la mano della mamma, ha letto un cartello, vuole andare a visitare un presepe. La mamma sbuffa, guarda l’ora, pensa alle mille cose ancora da fare, ma poi cede e dice –si, amore, entriamo!- . In fondo anche lei vuol vedere quel presepe, in fondo anche lei ha voglia di un po’ di calore, di una pausa. Il bimbo sorride, con uno di quei sorrisi che aprono il cuore di un genitore. Uno di quei sorrisi che regalano emozioni indescrivibili. Un sorriso che rimane impresso nel volto del bimbo per tutta la durata della visita. Entrano mano nella mano, felici entrambi. Sono il ritratto dell’amore. E li, in una chiesa sconsacrata cercando solo un presepe, trovano veramente amore…

Questa storia non è vera,è frutto di immaginazione, ma è verosimile. Perché a Nepi un presepe c’è, ed è bellissimo. E’ elegante, costruito a mano pezzo dopo pezzo dalla passione e dall’amore di Romano Canale, Giulio Concordia, Antonio Fantini, Fulvio Francioni e Luigi Servi. E’ uno dei più importanti e suggestivi che vengono allestiti nel centro Italia, ed è aperto tutto l’anno. La cura dei particolari, la meticolosa scelta delle scene, la perfezione dei meccanismi, la fluidità dei movimenti, l’accurata scelta dei suoni, la maestria usata nel vestire i personaggi con stoffe che ricreano vestiti d’epoca e la bellezza dei personaggi di gesso lo rendono veramente un capolavoro.

Ma non è solo la bellezza del presepe a renderlo particolare, ad incantare chi lo visita , a far rimanere estasiati i personaggi della nostra storia, ma è l’amore. L’amore che gli autori, questi “artisti” cosi discreti, mettono nella loro opera ad essere la vera bellezza del presepe. La sua vera particolarità. L’amore che noti nella perfezione dei dettagli, nella serenità che trasmette tutta la scena. L’amore che ha la finalità di quest’opera. Si perché dall’amore nasce l’amore, e quest’opera sostiene un progetto altrettanto carico d’amore. L’ingresso e la visita del presepe sono gratuiti, ma sono gradite piccole offerte e donazioni che andranno interamente a finanziare un altro gesto d’amore. Infatti i proventi delle visite contribuiscono a sostenere un progetto della nostra associazione “Farmacisti in aiuto”, ovvero quello mantenere le spese alimentari di un lebbrosario in India.

Raccontare e far comprendere appieno le difficoltà logistiche, burocratiche, materiali che una tale opera comporta è una vera impresa. Ancora più difficile è spiegare alla nostra evoluta società cosa sia la lebbra, quanto sia degradante, quanto dolore comporti a chi è malato e chi gli è vicino. Quasi impossibile descrivere ciò che può fare una piccola donazione, cosa può far nascere e sostenere, a quanto bene può contribuire. Più semplice è far capire come un piccolo gesto, una visita ad un presepe possa rappresentare un occasione per amare. E per regalare amore.

Quindi, questo Natale, non perdiamo l’occasione di amare, ritagliamo uno spazio tra lavoro, impegni, viaggi, regali, divertimenti. Andiamo a far visita a Nepi ed al suo bellissimo presepe. Sarà il nostro gesto d’amore. Sarà un modo per amare noi stessi, e per amare chi è lontano, chi non conosciamo ma che si trova nel bisogno, sarà un modo per regalarci, lo stesso innocente e spontaneo sorriso del bambino della nostra storia.

Sul nostro volto magari durerà solo un attimo, ma sarà un attimo bellissimo.
dott. Marco Marchetti
staff redazionale Fia