FIA Farmacisti in Aiuto Onlus
"Collaborare con le popolazioni povere e bisognose per favorire il loro progresso sociale e culturale."
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La seconda parte del racconto di Sara, volontaria in India per Namaste Onore a te, la Onlus con cui realizziamo in partnership i nostri progetti in India.

“La mia esperienza di un mondo complesso come l’India si concentra però sull’operato di Namaste Onore a te, una Onlus che si impegna a sostenere situazioni di difficoltà nella zona del Kerala e Tamil Nadu. Namaste segue e sviluppa diversi progetti per la promozione dei diritti alla salute e all’educazione, questo si materializza con adozioni a distanza per bambini in situazioni economiche difficili, case-famiglia quando anche le condizioni familiari sono problematiche. Namaste Onlus però si dedica alla promozione dei basilari diritti umani di tutte le categorie più a rischio, come per esempio le donne anziane, spesso vedove, che in India vivono frequentemente in condizione di abbandono ai margini della società.

I giovani e giovanissimi

Sono stata con loro a visitare situazioni familiari disperate, mi sono infuriata a scoprire giovani menti promettenti del tutto analfabete, ho pianto di gioia nel trovare bellissime ragazze indiane che leggevano difficilissimi libri di astrofisica nelle baracche di fango. Ho accompagnato bambini all’ospedale, giocato a calcio nei campi contaminati da immondizia e mucche che pascolavano indisturbate.

Il diritto ad un futuro promettente

Insomma, ho scoperto una realtà difficile, a volte frustrante perché non basteranno i nostri sforzi a cambiare tante situazioni di dolore, di ingiustizie sociali o diritti negati. Ma laggiù qualcuno mi ha insegnato che è la solidarietà a dare senso all’umanità: una parola giusta a volte può cambiare una vita, una piccola rinuncia nel nostro dorato mondo occidentale corrisponde alla sopravvivenza economica di una intera famiglia dall’altra parte del mondo, il diritto ad un futuro promettente delle nuove generazioni.

La condizione delle donne in India

La condizione femminile in India mi ha particolarmente colpito. La legge favorisce l’uguaglianza dei sessi ma di fatto l’opinione pubblica non permette ad una donna di bere una birra, fare il bagno, uscire dopo le otto di sera. Le piscine pubbliche sono divise per sesso. Ricordiamoci di chi ha lottato perché potessimo dare per scontato diritti fondamentali, di esprimere in modo sincero la nostra essenza e di farlo attraverso la libertà di prendere delle scelte: bere una birra in costume sulla spiaggia o diventare astronauta. Tocca a noi, che queste cose possiamo darle per scontato, far capire che una giovane e bellissima donna indiana può essere felice ed aspirare ad essere tutto quello che vuole.

La confusione del rientro a casa

Insomma, sono tornata a casa confusa, con la testa piena di ricordi e pensieri, ma una solo certezza: in India è più quello che ho ricevuto di quello che ho dato. Per ogni sorriso, ogni volto che ho incrociato fra le vie di Vellanad, ogni bambino che mi ha dedicato un minuto del suo tempo: il mio cuore trabocca gratitudine. In una terra dalla mille contraddizioni e dai colori accecanti ho lasciato un pezzo del mio cuore e trovato una grande famiglia. Grazie a tutti voi”.

 

Leggi la prima parte del diario.