FIA Farmacisti in Aiuto Onlus
"Collaborare con le popolazioni povere e bisognose per favorire il loro progresso sociale e culturale."
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Quando si legge “Il libro della giungla” si sarebbe portati a pensare che la vita di un bambino nella foresta indiana potrebbe essere molto piacevole: il gioco con le tigri e gli elefanti, saltare di liana in liana, e ogni giorno una nuova affascinante avventura e scoperta.

Nella realtà le cose sono un po’ diverse…

I bambini indiani che vivono nelle foreste spesso sono impegnati a ricostruire il tetto di casa, fatto di foglie intrecciate e bambù, danneggiato dall’ultimo temporale.

Di notte, tante volte, per paura di esser calpestati dagli elefanti che la pioggia imbizzarisce, devono anche dormire sugli alberi.

Poi c’è da pensare alla sopravvivenza e così devono andare a raccogliere legna da ardere o qualche pianta medicinale che portano al mercato da vendere insieme ai cesti e alla stuoie da loro intrecciati con il bambù.

I soldi ricavati servono a comprare cibo, soprattutto riso che riveste un ruolo importantissimo nella loro dieta, così come quei pochi frutti, spontanei, offerti dalla foresta insieme al miele delle api selvatiche.

C’è da sottolineare che le genti della foresta non mancano di operosità e voglia di lavorare, ma sia l’agricoltura che l’allevamento non possono esser praticati, per legge, in quei territori ricchi di vegetazione. L’attività che va per la maggiore, seppur sottopagata, è la coltivazione del caucciù, per la produzione della gomma.

Ovviamente acqua corrente, elettricità, servizi igienici, un letto o altra mobilia sono beni di lusso per le case di questi piccoli.

Quindi un bambino della foresta mangia poco e male, vive in spazi angusti, dorme spesso sugli alberi e per andare a scuola deve percorrere molti chilometri a piedi mettendo a rischio la propria incolumità per i serpenti, gli elefanti imbizzariti dalle frequenti giornate di pioggia e i numerosi cani randagi.

E quelli che si possono permettere la scuola sono i più fortunati! Le famiglie di molti altri non hanno i soldi necessari per la divisa che è obbligatoria, i quaderni o semplicemente per una matita. Senza considerare che spesso la manodopera minorile, nella produzione della gomma ad esempio, è fonte di reddito in più per l’intero nucleo familiare.

Tristemente c’è da concludere che l’unica fortuna che un bambino delle foreste indiane può avere è quella di non morire prima dei 10 anni per malattie o per morsi di animali.

L’investimento attuato

I Farmacisti in aiuto hanno partecipato all’avvio del progetto ideato da Namaste Wings to Fly, associazione che lavora in India da 12 anni, per l’istituzione di un ricovero.

Con il nostro aiuto, infatti nel 2007, gli operatori indiani di Namaste hanno potuto finanziare l’avvio di una casa famiglia (dotata di tutto il necessario) con due genitori indiani che accolgono ed educano ancora oggi, come propri figli, i bambini della foresta, tenendoli lontani dai pericoli e dalle difficoltà di vita che sopra abbiamo raccontato.

La Kottor family-house ha avuto inizialmente uno sponsor di maggioranza appartenente ai Farmacisti in aiuto, ma dall’inizio del 2009, in seguito all’ampliamento e all’ingresso nella casa di altri bambini non avendo trovato adeguate risorse da investire, la nostra associazione compartecipa in quota più che minoritaria al sostegno dell’intero progetto.

Ciò che al momento attuale riusciamo a coprire sono le spese per piccoli e medi interventi di miglioramento della casa famiglia. Grazie sempre allo sponsor iniziale dei Fia, quest’anno siamo riusciti a regalare alla casa una bella lavatrice (foto sottostanti) e a consentire piccole bricolage-migliorie.

Namaste wings to fly in seguito all’ampliamento del progetto, per riuscire nella prosecuzione e nel sostegno economico dello stesso, ha riscontrato notevole interesse in un gruppo di persone di Arezzo, che tra l’altro sono per lo più dipendenti delle farmacie comunali di questa città.

Questi colleghi insieme ai loro amici, si son voluti costituire in maniera originale come sponsor di gruppo, che hanno voluto nominare “Kottoor Arezzo FH1”.

L’impegno del gruppo di Arezzo è quello di finanziare con quote del tipo “ognuno dà quello che può, ma lo garantisce negli anni” le spese che vengono effettuate secondo il budget stilato, all’inizio di ogni anno, da Namaste. Inoltre curano la corrispondenza con i bimbi, ricevendo frequentemente notizie dallo staff indiano, visitano periodicamente la casa famiglia per verificare di persona la vita e l’aria che si respira nella stessa.

Pur avendone avuto la paternità con Namaste, siamo contenti, come Fia, che il progetto ora sia gestito in maniera molto accurata e portato avanti sagacemente dal gruppo di Arezzo.

Niente però impedisce che ci si possa ancora aggregare agli amici aretini, per contribuire alla sviluppo nella vita della casa di Kottoor. I contatti presi con il responsabile del Gruppo, ci fanno auspicare che nel futuro, potrebbero sorgere strette forme di collaborazione.

Per il momento puntiamo a raccogliere fondi che possano aiutare il gruppo “Kottor Arezzo FH1” e Namaste nella prosecuzione e nell’ampliamento dei lavori. La speranza di tutti è riuscire a allargare il numero dei bambini della foresta accuditi. Ciò che si sta ipotizzando è l’istituzione di una nuova ulteriore casa famiglia.

Gli obiettivi che sentiamo di condividere con Namaste e il gruppo Kottor Arezzo FH1 per i bambini della foresta indiana

Salvare questi bambini da una morte prematura dovuta a malattie o attacchi di animali
Dare loro una casa confortevole in cui vivere, studiare e giocare serenamente
Nutrirli adeguatamente con cibi sani e sostanziosi
Curarli quando si ammalano
Dare loro un’educazione che permetta di sperare in una vita futura migliore di quella dei loro genitori
Evitare che, a causa delle loro condizioni, vengano “internati” in orfanotrofi privi completamente del calore di una famiglia.

Adesso possiamo dire di aver avuto ragione nel credere, all’inizio, in questa idea di Namaste Wings to Fly, sviluppata e portata avanti oggi dal gruppo di Arezzo.

I bambini oltre ad essere evidentemente sani ed allegri, rispetto a quando li avevamo conosciuti, hanno anche ottenuto buoni risultati scolastici.

Vengono seguiti amorevolmente nell’esecuzione dei compiti, sono giocosi, aperti, comunicativi e vivono in un ambiente sano e pieno di affetto. Seguono anche lezioni extra di danza e disegno, fanno frequenti gite, hanno libri e giocattoli che nella foresta, non si sarebbero mai sognati di poter avere, vanno a scuola in pulmino divertendosi moltissimo e soprattutto non correndo pericoli.

PROGETTO CONCLUSO