Una giornata nel cuore dell'India

Valutazioni personali e non durante una giornata indimenticabile

Martedi 22 aprile, la delegazione di Farmacisti in Aiuto in missione in India si è recata nei Villaggi di Paravan e Kattuvila. Preparati ad una giornata piena di incontri ci avviamo lungo strade tortuose e caotiche, ricolme di un traffico che ci parlano di un paese in grande movimento, dove però le contraddizioni trovano maggiore spazio per svilupparsi e colpire i soggetti più deboli della società. Sono questi angoli che andremo a visitare in collaborazione con la "Namastè" la ONLUS di riferimento che attraverso una puntuale rete di "social workers", - i nostri operatori sociali- hanno diretto contatto e stretta presenza territoriale. Questi social workers sono i protagonisti locali di interventi educativi e formativi di integrazione alla scolarizzazione di base fornita dal sistema pubblico. Inoltre si fanno portatori di istanze sociali e sanitarie di estrema problematicità. Le valutano e avanzano richiesta di aiuto per interventi di sostegno finanziario finalizzato, ad esempio, alla costruzione di case, interventi chirurgici ed altro di vitale importanza. Dopo tre ore di viaggio, sobbalzando su un coraggioso pulmino, per strade tortuose e piene di buche, arriviamo a Paravan. Siamo attesi, come sempre. Appena scesi dal nostro pulmino ci vengono incontro con i loro costumi ed i loro riti. Forniti di ogni sorta di cosa per darci il benvenuto, cominciano con il segnarci la fronte con un colore giallo e rosso, un segno di appartenenza, Mauro ci dice che "so’ romanisti pure qua". Poi danno fuoco ad un piatto con sali ed olio, una sorta di incenso dal quale si sprigiona un fumo purificatore, pensiamo noi, ed infine ci cingono il collo con una ghirlanda di fiori. Siamo cosi pronti ad entrare nel loro villaggio. Lo attraversiamo, una ventina tra case e baracche fatte di stuoie e foglie di palma per la copertura. In fondo una sorta di palco e sedie che ci aspettano mentre, in nostro onore, buttano in aria dei fiori al nostro passaggio. Su un tavolo un candeliere con olio ed incenso fumante. Subito ci viene offerto un cocco con una"cannuccia occidentale"; ci coprono il capo con un telo, evidente segno di omaggio e di preoccupazione per noi: è come se il telo ci potesse coprire dalle intemperie o tergerci il sudore delle fatiche. Intanto Mauro, nel tergersi il sudore si è spalmato il giallo-rosso su tutta la fronte, da romanista full time. La visita prosegue colloquiando con il social worker locale che ci illustra delle costruzioni nuove e degli interventi di sostegno alla scolarizzazione che vengono effettuati. In una struttura adiacente al villaggio, in un piccolo laboratorio, si realizzano borse per la scuola e vestiti per i bambini. In un altro laboratorio si realizzano quaderni mediante un tagliacarte. Cuciono poi il tutto in un fascicolo con copertina colorata. Gli zaini i quaderni e i grembiuli portano la scritta "Namastè". La visita si conclude in prossimità delle case realizzate e quelle in costruzione. La gente ci invita ad entrare per vedere le loro cose e come le hanno disposte, congiungono le mani davanti al viso in segno di ringraziamento ed augurio. Ci spostiamo di alcune centinaia di metri. Osserviamo altre casette, una sorta di campeggio con bungalows, sistemati tra palme e altissimi cocchi, dove da poco tempo vive una comunità improvvisata, fatta di nuclei familiari trasferiti dal governo che li ha tolti,evidentemente, da situazioni peggiori. Scopriamo un’ esperienza interessantissima che sta muovendo i primi passi. Una piccola cooperativa per la gestione dell'emporio del villaggio. Una giovane donna si cimenta in questa impresa collettiva. Infine visitiamo la struttura centralizzata dei servizi, di circa 500 mq su due piani, ancora in costruzione e finanziata da altri sponsor. Qui la nostra presenza è rappresentata da un pozzo d'acqua con pompa ad immersione, funzionante già con acqua calda, talmente è alta la temperatura del sottosuolo! Nella struttura avranno spazio, l'emporio cooperativo, l'asilo, il dopo scuola, la mensa collettiva, il presidio sanitario, i laboratori artigianali di sartoria. La visita prosegue andando a casa di uno dei bambini, Arjunan 7-8 anni, adottati da Mario - Farmacia Comunale Sambuceto (Chieti). Incontriamo un bambino spaurito e timido, non gli sembra vero che uno si parte da lontano per andare a trovare proprio lui e la sua famiglia. Ma allora gli "sponsor", ci chiamano cosi, esistono veramente !!!!, sembra dire il suo volto. Il bimbo ha due sorelle più grandi, di12 e 14 anni. Una casa di foglie di palma di 15 mq su un terreno di proprietà di 50 mq. I genitori sono a lavoro, la madre ftesse delle corde con la fibra del cocco per 1 euro al giorno; il padre manovale anch'egli 1 euro al giorno. Mario si intrattiene con il social worker locale per fare un preventivo di spesa per la costruzione della casa, circa 2.500,00 Euro . Un impegno possibile? Pensiamo proprio di si !!! La seconda parte della giornata prosegue con la visita ad un villaggio quasi in riva al mare. Siamo infatti sulla punta estrema dell'India, luogo di interesse turistico, con la presenza di Hotel con tanto di stelle e guida internazionale, piscine ed ogni ben di Dio per il turismo occidentale. Dicevamo all'inizio delle contraddizioni, questo ne è un esempio: dal villaggio si vedono i palazzi degli Hotel, dagli Hotel non vedono il villaggio, li ci sono i lebbrosi. Ma questo ve lo raccontiamo domani. Ci lasciamo mandandovi un sorriso che ci è stato chiesto di mandare in occidente. Alessandra, Mario, Sabrina con Mauro e Patrizia


LA NOSTRA MISSIONE

“Collaborare con le popolazioni povere per favorire il loro progresso sociale e culturale così da poter un giorno lasciare operare in autonomia e piena dignità coloro che hanno beneficiato del nostro sostegno”

 

IL NOSTRO CODICE

• Operiamo ovunque rifiutando la guerra e la violenza.

• Crediamo fermamente nell’interdipendenza degli eventi e delle persone.
Per questo sosteniamo il dialogo cercando il confronto con le realtà dove operiamo, nel pieno rispetto delle comunità locali.

• Rispettiamo l’ambiente, il territorio, le forme di vita presenti, le culture e le religioni con le quali veniamo in contatto.

• Riconosciamo l’interesse del singolo solo quando non ostacola l’interesse collettivo.

• Riteniamo giusto vivere una vita semplice cercando di non sprecare ciò che ci è stato dato, con un atteggiamento onesto e orientato all’ascolto degli altri.

• Desideriamo che nessuno dei Farmacisti in aiuto, che fanno parte del direttivo, possa ricoprire alcun incarico all’interno degli ordini professionali, nelle associazioni di categoria o a livello sindacale.

• Assicuriamo che il 95% di quanto raccolto raggiunga le zone di missione.

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